Green pass e rispetto della privacy

La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro – con approfondimento del 27 luglio 2021, denominato “Green pass istruzioni per l’uso” – ha esaminato la normativa che impone il possesso del Green pass per l‘accesso a luoghi pubblici ed eventi.

Il documento in specie analizza le norme, solleva criticità ed offre accorgimenti operativi, utili anche alla luce delle numerose contraddizioni che emergono in questo particolare periodo storico.

Al riguardo, viene precisato che non è previsto alcun trattamento dati ai fini privacy, ex art. 13, comma 5, D.P.C.M. 17 giugno 2021.

Inoltre, il Garante della Privacy ha affermato che “tale app consente al verificatore di controllare l’autenticità, la validità e l’integrità della certificazione e di conoscere le generalità dell’interessato, senza rendere visibili al verificatore le informazioni che hanno determinato l’emissione della certificazione (guarigione, vaccinazione o esito negativo del test molecolare/antigenico rapido) e senza conservare i dati relativi alla medesima oggetto di verifica. Inoltre, è previsto che tale app effettui le predette operazioni, unicamente sul dispositivo del verificatore, anche senza una connessione dati, procedendo contestualmente alla verifica dell’eventuale presenza dell’identificativo univoco della certificazione nelle liste delle certificazioni revocate (c.d. revocation list). Tali liste sono scaricate periodicamente dalla Piattaforma nazionale-DGC e includono anche quelle degli altri Stati membri acquisite tramite il gateway europeo”.

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