Distacco del lavoratore e fruizione del cd. regime impatriati

L’Agenzia delle Entrate – con risposta ad Interpello dell’11 maggio 2022, n. 259 – ha ribadito che non è applicabile il regime speciale per lavoratori impatriati in caso di rientro dall’estero del lavoratore disposto contestualmente all’assunzione intervenuta in costanza di residenza all’estero dello stesso, stante la continuità con le condizioni contrattuali in essere prima dell’espatrio.

Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate ha affermato che si può accedere al beneficio se l’attività lavorativa svolta al rientro costituisce una nuova attività, con sottoscrizione di un nuovo contratto di lavoro, diverso da quello in essere in Italia prima del distacco.

L’agevolazione non è, altresì, applicabile se, pur in presenza di un nuovo contratto per l’assunzione di un nuovo ruolo aziendale al momento dell’impatrio, vi sia continuità con la precedente posizione lavorativa svolta nel territorio dello Stato prima dell’espatrio.

In tal caso, è necessario valutare, con riferimento al singolo caso, se il radicamento all’estero del dipendente e la discontinuità del nuovo ruolo aziendale soddisfino la ratio della norma.

Risarcimento del danno da perdita di chance e tassazione IRPEF

La Cassazione – con sentenza del 5 maggio 2022, n. 14344 – ha affrontato la tematica della classificazione dei redditi ex articolo 6, comma 2 del TUIR, ricordando che le somme percepite dal contribuente a titolo risarcitorio sono soggette a imposizione solo se, e nei limiti in cui, risultino destinate a reintegrare un danno concretatosi nella mancata percezione di redditi (cd. lucro cessante): in tal senso, non costituiscono reddito imponibile nell’ipotesi in cui esse tendano a riparare un pregiudizio di natura diversa (cd. danno emergente).

Al riguardo, la Suprema Corte ha ribadito che non è tassabile il risarcimento del danno ottenuto dal lavoratore dipendente, anche in via transattiva, per la perdita di chance di accrescimento professionale (a causa dell’assenza di programmi ed obiettivi incentivanti), ed è irrilevante che, ai fini della determinazione del quantum, si faccia riferimento al CCNL adottato da uno specifico comparto.

I chiarimenti del Mise sulle agevolazioni di Imprese ON e Smart&Start

Com’è noto, il Ministero dello Sviluppo Economico ha rifinanziato con 200 milioni di euro le misure agevolative:

  • Imprese ON (Oltre Nuove Imprese a Tasso zero), a supporto della creazione di piccole e medie imprese e auto imprenditoria,
  • Smart&Start, a supporto di startup e PMI innovative femminili,

destinando per ciascuna linea di intervento 100 milioni di euro.

Ora, il MiSE – con Circolare del 4 maggio 2022, n. 168851 – ha disposto che, a partire dal prossimo 19 maggio, potranno essere presentate le domande per le agevolazioni previste.

Sarà inoltre possibile finanziare anche i progetti già presentati dal 1° febbraio 2020 che rispettino i requisiti indicati dal PNRR.

Per la presentazione delle domande di agevolazione da parte dei soggetti interessati e per le attività di verifica e valutazione da parte del soggetto gestore, si applicano, fatto salvo quanto previsto dalla Circolare in parola ai fini del sostegno finanziario a valere sulle risorse del PNRR, le disposizioni di cui al Decreto del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, 4 dicembre 2020, per la misura ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero, e di cui al Decreto del Ministro dello Sviluppo economico 24 settembre 2014 e successive modifiche e integrazioni, per la misura Smart&Start Italia, nonché le rispettive circolari operative adottate in attuazione dei medesimi decreti.

logo