Notifica atti e provvedimenti a destinatario irreperibile

L’INL – con Nota del 4 maggio 2021, prot. n. 722 (non ancora pubblicata sul sito dell’Istituto) – ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla notifica di atti e provvedimenti tramite servizio postale a destinatario irreperibile.

Al riguardo, è stato precisato che l’Amministrazione notificante può fornire la prova del perfezionamento della notifica solo con la produzione in sede giudiziale, oltre che della spedizione della raccomandata informativa, anche dell’avviso di ricevimento della raccomandata con cui è stato comunicato l’avvenuto deposito dell’atto oggetto di notifica presso l’ufficio postale, senza che possa ritenersi sufficiente la prova della mera spedizione della prima.

La medesima Amministrazione, poi, è tenuta ad un attento monitoraggio delle procedure, sollecitando l’ufficio postale (preferibilmente per iscritto) nel caso di mancato ritorno dell’atto e/o dell’avviso o di mancato perfezionamento della notifica da parte dell’agente postale.

Provvedimenti per gli spettacoli dal vivo

“Il Ministero della Cultura e il Ministero del Lavoro stanno lavorando a un provvedimento che il più in fretta possibile intervenga su tutte le anomalie e le carenze dal punto di vista del trattamento previdenziale, delle coperture assicurative, delle anomalie dei contratti di lavoro per il settore dello spettacolo dal vivo. Come i requisiti all’accesso pensionistico, che spesso sono troppo stringenti, le indennità di maternità e paternità, quelle di malattia”: lo ha affermato il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, intervenendo a un question time alla Camera.

Il Ministro, in particolare, ha precisato che l’obiettivo di tale intervento normativo è quello di “prevedere, sulla base dell’esperienza francese, una forma di sostegno per i momenti in cui non si lavora e un bonus contributivo per il 2020-21, i due anni in cui non è stato possibile versare i contributi sufficienti per maturare la copertura pensionistica”.

Lavoro nelle festività infrasettimanali

La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con ordinanza 31 marzo 2021, n. 8958, ha ritenuto che la rinuncia al diritto all’astensione dalla prestazione nelle giornate festive infrasettimanali, di cui all’articolo 2, L. 260/1949, può essere anche validamente inserita come clausola del contratto individuale di lavoro; in particolare, il giudice, esaminando gli accordi intervenuti tra le parti in materia di festività infrasettimanali, dovrà attenersi ai seguenti principi:

– il diritto del lavoratore ad astenersi dalla prestazione durante le festività infrasettimanali è diritto disponibile e sono validi gli accordi individuali, intercorsi tra lavoratore e datore di lavoro;

– l’oggetto di detti accordi è chiaramente determinabile mediante il ricorso al riferimento normativo esterno costituito dalla L. 260/1949;

– il potere del datore di lavoro di richiedere la prestazione lavorativa nei giorni festivi va esercitato nel rispetto dei principi di buona fede e correttezza.

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