Privacy: trattamento illecito dei dati personali ai fini di un licenziamento disciplinare
Il Garante per la Protezione dei dati personali – con Newsletter del 25 giugno 2025, n. 536 – ha irrogato una sanzione di € 420.000 alla società Autostrade SpA per aver trattato in modo illecito i dati personali di una dipendente, poi utilizzati per giustificarne il licenziamento.
La vicenda ha origine a seguito di un reclamo della lavoratrice che aveva segnalato l’utilizzo, da parte della società, di contenuti estratti dal proprio profilo Facebook e da chat private su Messenger e WhatsApp per motivare i procedimenti disciplinari a proprio carico.
Al riguardo, il Garante ha affermato che una volta accertato il carattere privato delle conversazioni e dei commenti (pubblicati, tra l’altro, in ambienti digitali ad accesso limitato) la società avrebbe dovuto astenersi dal farne uso. L’impiego di tali informazioni, infatti, ha violato i principi di liceità, finalità e minimizzazione previsti dalla normativa privacy.
L’Autorità ha inoltre ribadito che i dati personali presenti sui social network, o comunque accessibili online, non possono essere utilizzati liberamente e per qualunque scopo, solo perché visibili a una platea più o meno ampia di persone.