Lavoratori fragili e smart working

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro – con Nota del 5 luglio 2021, prot. n. 10962 – ha ricordato che fino al 30 giugno 2021, laddove la prestazione lavorativa non possa essere resa in modalità agile, per i lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ivi inclusi i lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità, ex art. 3, comma 3, legge n. 104/1992, il periodo di assenza dal servizio è equiparato al ricovero ospedaliero ed è prescritto dalle competenti autorità sanitarie, nonché dal medico di assistenza primaria che ha in carico il paziente, sulla base documentata del riconoscimento di disabilità o delle certificazioni dei competenti organi medico-legali.

Pertanto, a decorrere dal 1° luglio 2021 non sono più in vigore le principali tutele, previste nelle diverse misure anti COVID-19 adottate da marzo 2020 in poi, in favore dei lavoratori c.d. fragili.

Invece, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza per rischio sanitario sul territorio nazionale (ad oggi, fissato al 31 luglio 2021), “i datori di lavoro pubblici e privati assicurano la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da patologia COVID-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da comorbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità.”

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