Applicazione del correttivo della c.d. fiscalità latente al collaboratore di una impresa familiare
La Cassazione – con sentenza del 5 agosto 2026, n. 24478 – ha accolto il ricorso proposto dall’erede di una collaboratrice familiare impiegata insieme al marito nella gestione di una farmacia e volto al riconoscimento del diritto a un terzo della quota di partecipazione maturata dalla sorella defunta dal momento della costituzione dell’impresa fino alla sua morte (nel caso in argomento, la donna lamentava il mancato riconoscimento della c.d. fiscalità latente, che la Corte d’Appello le aveva invece riconosciuto).
Al riguardo, la Suprema Corte ha affermato che “In tema di impresa familiare, nella liquidazione della quota spettante al collaboratore ai sensi dell’art. 230-bis c.c. non può essere applicato il correttivo della cd. fiscalità latente, correlato all’eventuale tassazione delle plusvalenze derivanti da futura cessione dell’azienda, poiché tale evenienza attiene al rischio d’impresa gravante esclusivamente sul titolare e non incide sul diritto del collaboratore alla partecipazione agli utili e agli incrementi aziendali, commisurato alla quantità e qualità del lavoro prestato”.