Flessibilità organizzativa al lavoro: pubblicato il XXV rapporto
In data 25 settembre 2026, l’INPS ha pubblicato i primi risultati dell’analisi sul rapporto tra lavoro da remoto e permanenza al lavoro nelle età prossime al pensionamento, che mostrano che una maggiore flessibilità organizzativa si associa a comportamenti osservabili di prosecuzione dell’attività lavorativa e non a una più rapida uscita dall’occupazione.
Le prime evidenze dell’analisi, condotta su un campione di lavoratori privati non agricoli di età compresa tra 50 e 74 anni nel quadriennio 2020-2024, sono eterogenee.
I lavoratori appartenenti a gruppi con maggiore probabilità di accesso al lavoro da remoto tendono a mostrare una minore probabilità di uscita verso la pensione, pari a 1,3 punti percentuali in meno nell’anno successivo, in particolare tra gli uomini (donne 0,4 punti, uomini 1,9). La minore associazione con la permanenza al lavoro registrata per le donne può riflettere una più generale fragilità dei percorsi occupazionali femminili, che si manifesta lungo più dimensioni, carriere più discontinue, maggiore incidenza delle responsabilità familiari e di cura, vincoli contributivi più stringenti e, in alcuni casi, minore accesso a mansioni e posizioni compatibili con il lavoro da remoto.