Non si configura mobbing in presenza di condotte illegittime anche del dipendente
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La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con sentenza 5 dicembre 2018, n. 31485, ha escluso che il datore di lavoro ponga in essere una condotta persecutoria quando tra le parti vi è una situazione conflittuale protrattasi per lungo tempo, non riferibile in via esclusiva a comportamenti tenuti dal solo datore di lavoro e che trae origine da un complesso contenzioso che aveva inasprito gli animi. Non è ravvisabile un’ipotesi di mobbing se è lo stesso lavoratore che, in più occasioni, ha contribuito ad accentuare la situazione di tensione tenendo comportamenti che hanno determinato l’irrogazione di sanzioni disciplinari, accertate come legittime.
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