Interventi e misure di contrasto alla povertà lavorativa

In data 18 gennaio 2022, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato “Relazione del gruppo di lavoro sugli interventi e le misure di contrasto alla povertà lavorativa in Italia”.

Di seguito, alcune proposte elaborate dal Gruppo di lavoro:

  • Garantire minimi salariali adeguati – sperimentazione di un salario minimo per legge o di griglie salariali basate sui contratti collettivi in un numero limitato di settori;
  • Rafforzare la vigilanza documentale – potenziamento dell’azione di vigilanza documentale, cioè basata sui dati che le imprese e i lavoratori comunicano alle Amministrazioni pubbliche costruendo indici di rischio a livello di impresa o settore per permettere un confronto sulle anomalie riscontrate e, in caso di persistenza nel tempo, studiare strategie di intervento soft oppure guidare la vigilanza ispettiva;
  • Introduzione dell’in-work benefit – definizione di un in-work benefit (letteralmente trasferimento a chi lavora), che permetterebbe di aiutare chi si trova in situazione di difficoltà economica, incentivando al contempo il lavoro regolare;
  • Incentivazione del rispetto delle norme da parte delle aziende ed aumento della consapevolezza di lavoratori e imprese – affiancamento di altre iniziative per incentivare le imprese a pagare salari adeguati con forme di accreditamento, oppure di name and shame per chi, al contrario, non rispetta la normativa sul lavoro. Per i lavoratori, poi, servono strumenti e campagne per aumentare la leggibilità dei CCNL e dei vari strumenti di sostegno al reddito per assicurarsi che i lavoratori che ne hanno bisogno possano avervi effettivamente accesso;
  • Promozione di una revisione dell’indicatore UE di povertà lavorativa – promozione in sede europea di una revisione dell’indicatore che estenda la platea di riferimento e meglio prenda in considerazione i redditi da lavoro individuali.
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