Disabilità intellettive e lavoro: l’analisi della Fondazione Studi CdL e di Anffas Nazionale
La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e Anffas Nazionale hanno realizzato un’indagine condotta su un campione di quasi 500 famiglie di persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, dalla quale emerge che la debolezza dei servizi di intermediazione, a partire dal collocamento mirato gestito dagli enti locali, rende ancora più difficile il percorso di inclusione lavorativa di tali soggetti.
Infatti, solo una quota minima (pari al 10,9%) riesce a trovare lavoro attraverso i canali istituzionali.
A fronte di questa debolezza, emerge il ruolo decisivo dei servizi di accompagnamento alla ricerca del lavoro, pubblici e privati: poco più della metà di chi ha cercato lavoro (55,6%) ha utilizzato servizi di questo tipo ma con il nodo critico dei costi.
Solo nel 64% dei casi questi servizi sono gratuiti, mentre nel restante 36% sono le famiglie a sostenerne il peso economico.
Guardando ai dati sull’occupazione, emerge che il 30% delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo è in cerca di occupazione e che, a fronte di livelli di istruzione medio-alti, il lavoro è concentrato prevalentemente in attività manuali, artigiane e operative (oltre il 30%). Accanto a queste criticità, l’indagine evidenzia anche degli elementi positivi: quando l’inserimento lavorativo avviene, le aziende dimostrano una crescente capacità di adattamento.