Demansionamento del lavoratore e diritto al risarcimento per danno professionale
La Cassazione – con ordinanza del 28 agosto 2025, n. 24133 – è intervenuta su una questione che vedeva coinvolto un lavoratore che chiedeva, al datore di lavoro, un risarcimento del danno da dequalificazione professionale che egli avrebbe subito in conseguenza a un demansionamento.
Al riguardo, la Suprema Corte – nel confermare la condanna dell’azienda – ha precisato che il trasferimento in un settore completamente estraneo al bagaglio di competenze maturato in venticinque anni di servizio, unito all’assegnazione di mansioni marginali e prive di contenuto professionale adeguato, costituisce una dequalificazione vera e propria. Non è sufficiente, secondo i giudici di legittimità, che l’azienda abbia affiancato al dipendente colleghi più esperti. Infatti, questa modalità non integra una formazione effettiva e non è idonea a valorizzare né a preservare la professionalità acquisita, che rappresenta un bene tutelato dall’ordinamento.