Licenziamenti collettivi: criteri di scelta in caso di passaggio parziale di manodopera

La Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con sentenza 6 dicembre 2019, n. 31946, ha deciso che i principi vigenti in tema di licenziamenti collettivi, di cui agli articoli 4 ss., L. 223/1991, e in particolare quelli relativi all’obbligatoria indicazione dei criteri di scelta dei lavoratori da licenziare e delle modalità di applicazione di questi criteri, non si estendono analogicamente alla selezione relativa al passaggio parziale di manodopera in caso di trasferimento di azienda sottoposta a procedura liquidatoria, stante la diversità di ratio dei 2 istituti e l’assoluta diversità di disciplina.

Sanzionabilità della P.A. per somministrazione o appalto illecito

L’INL, con nota n. 422 del 17 gennaio 2020, ha precisato l’esatta portata applicativa dell’articolo 1, comma 2, D.Lgs. 276/2003, in riferimento alla possibile estensione alla P.A. dell’impianto sanzionatorio previsto in caso di somministrazione o appalto illecito. L’Ispettorato precisa che la norma citata nulla prevede esplicitamente in relazione alla fattispecie di illecito utilizzo di contratti di somministrazione di lavoro o di appalto nelle Pubbliche Amministrazioni. Pertanto, in assenza di un’espressa previsione normativa, nei casi di accertata somministrazione e appalto illecito, l’impianto sanzionatorio di cui all’articolo 18, commi 1, 2 e 5-bis, D.Lgs. 276/2003, resta limitato al solo soggetto somministratore/pseudo appaltatore privato. Inoltre, trattandosi di norma a carattere sanzionatorio, non è suscettibile di applicazione analogica o di interpretazione estensiva nei confronti di un soggetto pubblico.

Nuova modalità di presentazione della domanda di Anf

L’Inps, con messaggio n. 261 del 24 gennaio 2020, ha comunicato il rinvio della nuova modalità di gestione delle domande di Anf al periodo di competenza aprile 2020.

Infatti, per venire incontro alle richieste di aziende e intermediari, le modalità di esposizione nei flussi Uniemens rimangono al momento immutate. Pertanto, per tutti i lavoratori, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda di Anf all’Inps, non è necessario compilare la sezione e la compilazione della nuova sezione è facoltativa.

Restano ferme, quindi, le disposizioni di cui al messaggio n. 4283/2017, in applicazione delle quali i datori di lavoro interessati al conguaglio di importi di Anf arretrati potranno richiedere per ogni singolo dipendente gli importi spettanti entro un tetto massimo di 3.000 euro, valorizzando nel flusso UniEmens, all’interno dell’elemento <CausaleRecANF> di <ANFACredAltre>, il codice causale “L036” avente il significato di “Recupero assegni nucleo familiare arretrati”. Le richieste di arretrati spettanti per importi ulteriori e non conguagliabili secondo le nuove disposizioni potranno essere effettuate utilizzando, come di consueto, flussi di regolarizzazione con l’indicazione del codice causale “L036” e il totale dell’importo.

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